Criscimu / Campdigrano e Palio del Grano 2018

Di Antonio Pellegrino

Il tempo necessario alla crescita, ad annidarsi, ambientarsi, manifestarsi nella forma e nella sostanza, appartiene alla vita. La vita è tempo, spazio, luogo. Criscimu è stato la prima pietra, la prima casa, il paese, il primo forno, il primo grano, il primo pane! Criscimu è il tempo, quello a cui vogliamo dare un nome, e lo facciamo con l’augurio popolare: criscimu! Favurite la risposta di chi inforna il pane.

Seppure l’era della comunicazione è iniziata migliaia di anni or sono, molto prima del grano,  l’augurio popolare criscimu, antesignano dell’ hashtag e del claim, ne ha definito un orizzonte culturale fondamentale, un augurio popolare di bellezza, di condivisione, di piacere dell’altro.

Criscimu e favorite augurio e ringraziamento sono l’esatto contrario di maledizione e ingratitudine. Questa è l’equazione che mette in moto la relazione, e non ci sono incognite nella volontà popolare. Criscimu è relazione orientata alla bellezza dello stare insieme abbiamo detto, criscimu è augurio di miglioramento reciproco, di incontro e di scambio.

sièndi u cundu rà sibilla, ra maronna e dù Lluvatu

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Quante belle cose nelle madie di ieri. Quante belle cose nelle madie di domani. Matra è come la chiamiamo a Caselle in Pittari. Matra come Madre. Lo spirito del grano come padre.

Criscimu era il sapere istintivo. Una figliolanza culturale dispersa negli ultimi lustri. Per questo l’augurio oggi, mentre si affilano le falci dei rioni di Caselle e dei paesi compari.

Per la voglia di incontrarsi nel grano, sempre più porto che campo. Le barche nel grano navigano sicure, e i marinai hanno scambiato le reti con le  falci dei contadini. Ora si miete, ora si pesca, ora si annoda, ora si taglia. Mare e montagna non sono mai state separate, ed il turismo lo hanno inventato i pastori.

I Campi, il mare, la montagna: criscimu! La matra è una barca, la falce la rete, il grano il pesce, la terra il mare. Si cresce nella matra, c’è l’hanno raccontato ed è vero,  non si può scrivere ma si può raccontare, anzi si eredita e si scambia da sempre.

Ora è di moda e se ne scimmiotta il vero perché. Lluvatu, criscitu, pasta acida, pasta madre, ceppi di lieviti e batteri allevati per far crescere il pane, senza saperne la scienza.

Eppure se ne conosceva la sostanza, l’uso, l’intima essenza. La nostalgia non ci deve far cedere il passo. Il pane più buono sarà quello che dobbiamo fare domani, con il padre e la madre giusta.

Con il grano e il lievito vero. Poi ci racconteremo le storie, quelle del focolaio e dell’altrove, e ci troveremo uniti nella relazione che si forgia nel tempo e ha il nome di un augurio criscimu!

By | 2018-07-03T15:22:25+00:00 luglio 3rd, 2018|Categories: Blog Camp|0 Comments

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