#CampdiGrano oltre #CampdiGrano: LA SEMINA 2013

di Michele Sica Bosconauta

E’ il 1 novembre del 2013 e siamo all’inizio di un nuovo ciclo contadino, quello del grano che si semina proprio a novembre, affidando i preziosi semi d’oro alla terra che diverrà morta nel lungo inverno per poi risorgere a primavera.

E’ il primo novembre del 2013, festa d’Ogni Santi, e qualcosa di un po’ prodigioso sta accandendo. I preziosi grani antichi recuperati, la Carusedda dalla Tempa del Fico, la Ianculidda dalla Comunità del cibo di Grano di Caselle, stanno per essere seminati in un campo, oltre il Cilento, dove grano non se ne vedeva da oltre 40 anni e dove probabilmente nessuno più pensava (e magari lo penso tuttora) che fosse più possibile vedercelo di nuovo.

E’ accaduto che ci sono stati ben due anni di Campdigrano: #campdigrano2012 e #campdigrano2013!

E non si sono esauriti, almeno non per tutti, nell’evento di una settimana in Cilento, a Caselle in Pittari, tra memorie di un antico sapere e saper fare legato al grano, e canti, balli, gioie, ed emozioni a iosa con l’apice nel giorno conclusivo del Palio del Grano. Il CampdiGrano rappresenta per molti che ve ne hanno preso parte (25 ragazzi da tutt’Italia per ogni edizione) un punto chiave nel percorso di vita. Da questo punto alcuni hanno deciso di modificare la propria rotta dirigendosi verso un futuro che solcasse le onde della terra.

La prima edizione del CampdiGrano (luglio 2012) vide il ritorno di moltissimi nel novembre successivo a Caselle in Pittari per la semina del campo di Sant’Eliano affidato ai 25 partecipanti.

La seconda edizione nel luglio di quest’anno (2013) vede il ritorno di molti a mietere quel grano seminato un anno prima, come pure l’arrivo di nuovi 25 partecipanti. Ma un ciclo si chiude. E se ne apre un altro. Con consapevolezza accresciuta, per sedimentazione. La semina di quest’anno 2013 esce dal Cilento per spostarsi verso le terre di chi, dopo aver partecipato al CampdiGrano, ha deciso di tornare a casa propria per occuparsene.

E’ così che la Semina del CampdiGrano 2013 avviene fuori dal Cilento, un po’ più a nord, a pochi km da Salerno, in una terra che un generoso Maestro Musicista Contadino, Peppe Senatore, affida a colui che scrive, senza esitazione e con saggia follia dopo aver ricevuto la proposta di seminare Grano. Ci troviamo ad Aiello di Baronissi, su di un colle che domina la valle dell’Irno sottostante. Qui si è sempre seminato Grano, Peppe lo ricorda bene. L’aia di trebbiatura era sotto la Chiesa di San Pietro, che svetta in cima al colle di Aiello. Lo testimoniano anche gli attrezzi rudimentali che ancora sono serbati nei vecchi pagliai.

Così risorge ‘o Ratiello. Piccolo aratro a trazione umana, servirà a fare i solchi dove, come tradizione vuole da queste parti, verrà seminato il grano per fila e non a spaglio come in Cilento. E siccome le cose si fanno sul serio, e  bene, portiamo a sistemare l’antico arnese rurale da un artigiano locale, l’ultimo scalaro, Tonino Somma, (costruttore di scale in legno a mano) che ne sostituirà un pezzo e lo farà tornare agibile.

E nel giorno di festa accorrono i ragazzi del Campdigrano, i compari di Caselle che portano la preziosa semenza, la giornata di fatica è giorno di gioia e di serenità. Le donne selezionano il grano, pazientemente a mano con il cernicchio. Gli uomini baldanzosi mettano in mostra l’atavica sembianza virile offrendosi come ciucci al traino del ratiello. E i chicchi di grano, sparsi tra i solchi a cui viene aggiunta una fava nas ngule (antica varietà pugliese proveniente dalla Masseria dei Monelli di Gianni) che arricchirà naturalmente il terreno.

E siamo oltre il folclore, siamo oltre la mera conservazione di memoria, oltre la dimostrazione museale di un momento che non c’è più. Siamo anche oltre l’evento CampdiGrano, per come lo abbiamo conosciuto.

Siamo in un nuovo ciclo, in un nuovo anno, in una nuova era.

SIAMO IL CAMPO DI GRANOCAMPARE voce del verbo VIVERE.

By | 2013-11-07T08:41:46+00:00 Novembre 7th, 2013|Categories: Blog Camp|Tags: , |3 Comments

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