#CampDiGrano giorno 3

La terza giornata del #CampDiGrano inizia come di consuetudine presto. Raduno dei campisti, vecchi e nuovi, nella piazza di Caselle in Pittari e ci si prepara per affrontare la giornata di lavoro, confronto ed apprendimento, con la voglia che identifica i partecipanti di questa bella iniziativa.

Si scendono gli scalini del borgo, si percorrono le stradine e si salutano gli anziani del paese che ricambiano con gioia e sorrisi (un’altra delle caratteristiche di questa settimana che i campisti difficilmente dimenticheranno: l’accoglienza e l’ospitalità dei casellesi). Arrivati al campo di San Nicola ci attende la colazione “rurale” a base di pane casereccio, marmellata fatta in casa, latte appena munto e burro appena fatto (che nessuno mai aveva provato in vita propria) ed una breve seduta shiatsu per sciogliere i muscoli.

Compito della mattinata è quello di mietere la Biblioteca del grano, dove sono stati coltivati 17 tipi di frumento autoctoni e non, affinchè queste varietà non vadano scomparendo e, anzi, assumano sempre più un importante valore culturale. La mietitura è ormai azione perfettamente interiorizzata dai campisti che in poco tempo mietono, raccolgono e selezionano le diverse varietà. Dall’altra parte del campo di gara gli ex campisti si impegnano a costruire fasci di grano da far seccare al sole.

Il pranzo è come sempre cadenzato dai sapori tipici cilentani preparati sapientemente dai cuochi del Ristorante “La botte” che fa parte della Comunità del cibo slow food “Grano di Caselle” che propongono “cavatieddi” con sugo fresco e formaggio caprino locale, dalla musica e dai balli. C’è chi si concede un riposino pomeridiano, chi va al mare e chi inizia a preparare il lungo pomeriggio che vedrà il Lavoro con la elle maiuscola protagonista.

 

Ci si raduna nel teatro del grano e Vincenzo Moretti apre una profonda discussione sul lavoro che ha il dovere di essere raccontato, il lavoro che nobilita l’uomo, il lavoro che rende ogni individuo uguale “dal premio Nobel che dirige l’istituto di ricerca di Tokyo, al volontario che la domenica pulisce le aiuole dello stesso istituto di ricerca”. Vincenzo continua a narrare i lavori e continuerà a farlo durante la “Notte del lavoro narrato” che cadenzerà la serata del terzo giorno del #CampDiGrano e che farà altrettanto il 30 Aprile 2014 per tutte le piazze d’ Italia. L’argomento rapisce i campisti.

Un sottile filo unisce la narrazione del lavoro di Vincenzo, con l’argomento che il prossimo workshop tratta: stampa 3d e artigiani digitali. Il progetto 3dItaly

E’ un laboratorio pionieristico e sperimentale, il primo 3D Printing Store ad operare in Italia.
3DiTALY vuole essere un punto di riferimento per i designers (e non solo) che utilizzeranno la rivoluzionaria tecnica della stampa 3D. Vogliamo dare un contributo al settore in fortissima espansione della stampa 3D, valorizzando la sua proposta culturale e il suo indiscutibile appeal.

Ci parlano di stampa 3D e come questa nuova tecnologia, se utilizzata nella maniera giusta e sapiente (ci tengono a sottolinearlo), possa innovare il nostro mondo e la nostra vita. L’autoproduzione, infatti, riporta nelle mani dei singoli, delle persone, il processo produttivo, togliendolo in parte da quello delle grandi aziende. Mediante queste stampanti di scrivania ci si riappropria del potere produttivo!

Terminato anche questo bellissimo incontro ci si dirige verso il centro di Caselle dove si svolge la “Notte del lavoro narrato” che ha lo scopo di raccontare le storie di lavoro che incarnano la filosofia del “quel che va quasi bene, non va bene”.

Perché vogliamo raccontare l’Italia che pensa «lavoro, dunque valgo», merito rispetto, considerazione.
Perché ci piace l’Italia che dà più valore al lavoro e meno valore ai soldi, più valore a ciò che si sa e a ciò che si fa e meno valore a ciò che ha.
Perché raccontando storie è possibile attivare processi di innovazione e incrementare il valore sociale delle organizzazioni e delle comunità nelle quali lavoriamo, studiamo, giochiamo, amiamo, in una parola, viviamo.

Tre diverse postazioni nel borgo di Caselle vedono avvicendarsi storie, volti, emozioni e ricordi, a partire dalle donne che lavoravano nelle risaie, a chi lavora da vent’anni per non dimenticare i valori della propria terra, a chi racconta il suo lavoro con la ceramica, a chi invece lo fa spaccando pietre e cantando, a chi racconta di lavoro cantando “Contessa” di Paolo Pietrangeli. Storie di lavoro, che meritano di essere raccontate, appunto.

Link utili e approfondimenti:

http://www.granodicaselle.it/comunita-del-cibo/

http://www.paliodelgrano.it/campdigrano/biblioteca-del-grano/

https://www.change.org/it/petizioni/la-notte-del-lavoro-narrato-30-aprile-2014-ore-20-30

http://www.3ditaly.it/

About the Author: