#CampDiGrano 2013. Giorno II

Il sole ha preso il posto delle nuvole qui a Caselle in Pittari e anche il giorno 2 del camp comincia presto. Al centro del teatro del grano si fa colazione con pane e marmellata, il pane proviene da Tempa Del Fico e ad affettarlo è Angelo Avagliano, compare nel grano e nel viaggio verso la conservazione della biodiversità colturale e culturale in Cilento.

Protagonisti indiscussi di questa giornata saranno i sensi amplificati dalla completa immersione di suoni, odori, colori. I campisti ascoltano rapiti il racconto di Angelo che, attraverso i fonemi dialettali, li catapulta direttamente nella tradizione cilentana. Si parla di “aia“, “tummulo“, “vurredda“, “pisatura“, tutta terminologia legata al ciclo del grano.

Il racconto anticipa quello che sarà il lavoro sul campo, ovvero la preparazione dell’area davanti al teatro del grano sulla quale, dopo la gara di Domenica 21, avverrà la trebbiatura come da tradizione. Per i campisti è arrivata l’ora di sporcarsi le mani: come dice il maestro Vincenzo, la prima cosa da fare è respirare profondamente e prendere coscienza del profumo “do fumjier”, parola dialettale che indica lo sterco di mucca fresco di giornata che , come aggiunge Antonio Pellegrino, è la ricchezza dei contadini.

Ai campisti è affidato il compito di spargere il composto di sterco e acqua, livellarlo e ricoprirlo di paglia; questo processo farà indurire il terreno e permetterà alla pietra di separare meglio i chicchi dalle spighe.

L’ora del pranzo si avvicina e ci si concede un pò di riposo in compagnia di Clementina. Arrivati al rione Scarano i ragazzi trovano una tavolata lunga e piena: l’accoglienza dei Casellesi stravolge positivamente la compagnia, che risponde subito alla chiamata della tammorra. Il canto e il ballo sono elementi imprescindibili del ciclo del grano, il canto allieta la fatica, il ballo è portatore dell’arcaicità del rito che si ripete.

Nel pomeriggio si riprende con i workshop che per questa giornata hanno come filo conduttore i beni, il patrimonio. Si comincia con Virgilio Gay, autore del libro Time is Money (Fondazione MIDA 2013) che parte dal tempo del baratto fondato sul legame con il bene, per arrivare all’approccio odierno, dopo la creazione della moneta, che predilige la conservazione del valore, anziché la creazione dello stesso. Si prosegue con Antonio Tortorella che insieme a Giulia Ubaldi, antropologa milanese in fuga a Caselle, parla di Ritualità e Immaterialità nel ciclo del Grano. Insieme presentano il documentario etnografico realizzato in occasione del 10° anniversario della Convenzione UNESCO sul patrimonio culturale immateriale e spiegano come il sapere legato alla tradizione va recuperato, fissato e condiviso. La storia degli antichi rituali legati al grano rapisce la platea dei campisti. Ritornano ad essere citati i sensi, i suoni e anche il sacrificio.

La giornata termina con le parole della maestra Elisabetta “il rumore delle stoppie è musica per le mie orecchie” mentre la luna sale ad illuminare il profilo del paese che si vede in lontananza.

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