CampdiGrano 2013 Seconda Edizione 2014-06-07T17:46:26+00:00

#Campdigrano 2013

La 2° edizione del #CampdiGrano si è svolta dal 14 al 21 Luglio 2013 a Caselle in Pittari,  in occasione della nona edizione del Palio del Grano. Una settimana di alfabetizzazione e innovazione rurale (qui il programma) a cui hanno partecipato 25 ragazzi provenienti da tutta Italia selezionati attraverso un contest via web. Com’è andata ce lo racconta una delle protagoniste:

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Una Spiga nel Cuore

di Noemi Piscitelli

Chiedimi cos’è #campdigrano e ti farò un disegno, ti canterò una canzone, ti farò assaggiare sapori e profumi che non pensavi potessero esistere e ti farò ballare. Ti farò ascoltare la terra e tu ti nutrirai di essa.

Venticinque “forestieri” sono stati scelti per vivere un momento di viva sperimentazione rurale fatta di uomo e terra, saggezza e fatica. Immersi fin da subito in una realtà agricola quanto bucolica, realizzando un pieno contatto con la terra, hanno avuto la possibilità di realizzare piccole grandi opere dalla costruzione di un teatro del grano fatto di paglia fino alla partecipazione al Palio del grano.

Grazie all’incontro tra la madre terra e la conoscenza di chi le mani le ha forgiate con la falce e di chi ogni giorno rimane fedele alla consapevolezza che il legame tra uomo e terra è imprescindibile, #campdigrano è stata un’esperienza sensoriale, sensazionale, rivelatrice, ispiratrice, sconvolgente, coinvolgente, canterina, ballerina, insegnante, entusiasmante, di condivisione e di riflessione, da raccontare e tramandare.

Il teatro del grano è stato il luogo centrale in cui sono state condivise idee e progetti di innovazione rurale, sono state scambiate opinioni e fatte riflessioni sul senso di ruralità contemporanea, condivisione delle conoscenze e sull’importanza delle relazioni autentiche tra consumatori e produttori. #campdigrano riguarda tutti da vicino ed è per tutti, per tutti quelli che sentono la necessità di aggiungere sale alla propria vita, per coloro che cercano ciò che non hanno trovato, per chi non ha paura di essere stravolto dal conoscere un mondo così vivo, energico e sinergico. #campdigrano fornisce, per chi è in grado di recepirlo, un bagaglio immateriale di conoscenze di inestimabile valore di ispirazione per il futuro.

E’ uno scambio di idee, di condivisione, di apprendimento. Ho conosciuto tanti Maestri, preparati e appassionati e mi sono persa ad ascoltare i loro racconti tanto colmi di sapere che sono convinta, nessun libro potrebbe contenere.

Vivere il #campdigrano significa essere pronti ad essere investiti da una forza trascinante incredibile. Per fare un esempio, ci ha insegnato a conoscere e riconoscere le diverse qualità di grano, ad apprezzare la semplicità di un pane fatto in casa, che a pensarci bene è l’unica cosa che ci può rendere ricchi davvero.

Si impara a conoscere e riconoscere le diverse qualità di grano, le forme e i colori dei grani ascoltando la storia della loro provenienza e comprendere l’importanza di tutelare il recupero dei grani antichi. Così a Caselle incontrerete la Ianculidda e la Russulidda, la Risciola e la Carusedda e vedrete cosa è capace di realizzare un campo di grano.

#campdigrano ci ha fatto assaporare la vita condita con ciò che nelle nostre quotidianità purtroppo manca a causa di una frenesia imposta dall’evolversi della società del cemento.

Assaggerete la terra, vi piegherete per sentirne il profumo, ne ascolterete il respiro e vi chiederete perché non l’avete fatto prima. Perché il #campdigrano è fatto di fatica, quella vera a cui molti non sono avvezzi, quella che si conosce solo stando con l’anima e con il cuore nella terra. Quella stessa madre terra che ci ha messo il lavoro da fare a cui è stato aggiunta una grande dose di volontà nel volerla comprendere, conoscere e scoprire.

Se chiudo gli occhi le vedo, le sento e le vorrei poterle toccare ancora. Sono tante, sono belle, sono fiere del loro lavoro. Sono ricche e generose, arse dal sole. E in campo di grano ci siamo ritrovati, tutti insieme con il nostro saper niente e il voler conoscere tutto. Giallo grano. Tante volte ho sentito queste parole, senza comprenderne l’essenza ma ho avuto la fortuna di poter dar loro un senso vivo e concreto.

Vedrete danzare insieme tempo e natura. Da mattina a notte sul campo avviene il cambiamento. Un momento conviviale saporito e genuino strappa le fatiche di dosso e le scioglie in un bicchiere di vino in allegria, canto e musica.

#campdigrano colpisce per la sua energia positiva ma è anche l’occasione per prendere coscienza che un mondo fatto di vero, autentico vivere secondo il ciclo della natura è possibile e non utopistico. Caselle conserva infatti con sé un patrimonio attivo di molte varietà di grano recuperate e dietro a questo risultato c’è un incessante lavoro di coloro che si battono ogni giorno per diffondere questa consapevolezza.

Ci è stato insegnato ad usare la falce rispettando la specificità e la divisione dei ruoli tra uomo e donna. Cosi mentre lui deve avanzare nel campo e con mano sicura afferrare, piegare e tagliare con sicurezza le spighe, lei deve raccogliere, abbracciare, girare e legare i fasci.

E’ in realtà, complesso e delicato descrivere cos’è stato il #campdigrano perché si compone di infinite sfumature e interpretazioni per ognuno di noi. Tuttavia posso dire con sicurezza che fornisce una chiave per capire tanti aspetti che troppe volte vengono lasciati da parte, una chiave per l’accesso ad un mondo fatto di consapevolezza, semplicità, verità e vita. Per comprendere a fondo queste parole bisogna provare e mettersi in gioco portando con sé tutto e il resto di tutto. Serve cuore, mente, coraggio, passione per alimentare e far girare il flusso di energia positiva che deriva dalla sinergia di tante teste messe insieme.

Se riuscirete a farvi contaminare e vi lascerete piantare un chicco nel cuore #campdigrano per voi continuerà sempre e non finirà. Porterete, come noi, il ricordo e la voglia irrefrenabile di rendere la vostra esistenza più vicina alla terra che incondizionatamente dona come una madre al proprio figlio.

#campdigrano è una spiga nel cuore.

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