CampdiGrano giorno 2. Una storia di domani

 

Il risveglio è la prima fatica.
Stanchi di una sana stanchezza di vita.

Riunita la compagnia dei porchiati ritorniamo al Campo di Grano, il grande libro che stiamo imparando a rileggere. Riprendiamo le falci antiche e il movimento della manoappare già naturale, quasi consueto. Ci approcciamo alla Biblioteca del Grano, mietiamola Ianculidda, una delle sementi di grano antiche autoctone oggetto del lavoro di recuperodella Proloco di Caselle in Pittari che ha coordinato la fondazione Comunità del CiboSlow Food “Grano di Caselle”.

Dal grano allo scarto nobile;
Giuseppe Fiscina ci parla di bioarchitettura e di costruzioni in paglia: come un materiale così povero può trasformarsi in una risorsa dalle incredibili proprietà architettoniche riassumibili in tre concetti chiave: solidità, isolamento, salubrità.

Dalla paglia alla terra cruda il passo è breve.

Marco Galafassi, da Mantova con la sua splendida famiglia: Nathalie e le piccole Lia e Nina, ci introduce all’arte della terra cruda in architettura, per poi applicare queste competenze in contaminazione alla paglia: un muro portante in balle di paglie che Marco trasformerà in un campo verticale di grano.

Il pranzo è al Casalino, un incrocio di strade al centro di Caselle. Un foto d’altri tempi.Il tempo di mangiare dell’ottima pasta con zucchine degli orti, un bicchiere di vino esubito il subicasutta*: un organetto, un tamburello e tutti a ballare.

Compare Michele ecommara Minica, classe anni ’30, si lasciano travolgere dall’entusiasmo di questi giovani porchiati: abballano al centro del cerchio e ci regalano una scena impagabile: un bacio d’amore.

Si ritorna sul campo, al teatro del grano, per i workshop di Giancarlo Guercio e Biancarosa Di Ruocco: i cundi** e gli nciuci*** nella cultura contadina come rimando ad un mito tramandato oralmente da tempi immemori. La simulazione teatrale di uno nciucio con Graziano Ferraro, giovanissimo casellese, diventa un momento di straordinaria fusione tra ciò che è stato detto poco prima in forma accademica e ciò che è ancora presente nel substrato culturale di questo popolo.

Chiudiamo questo secondo giorno straordinario con le parole e la musica di un cantastorie moderno e antico: Biagio Accardi. I cundi come scansione dei ritmi del tempo e della vita.

Uno spettacolo nato da un viaggio lento attraverso il Parco Nazionale del Pollino per tramandare parole di un mondo passato che rinasce, di suoni desueti, come quello della lira calabrese. Una finestra che si apre su un mondo altro, su un mondo che è ancora nostro.

Noi viviamo questa favola ma a voi non togliamo il piacere di sapere come

Legenda;

*Subicasutta= Ribaltare. Quello che era sotto va’ sopra e viceversa

**Cundi= Racconti della tradizione oralmente tramandati

***Nciuci= Atteggiamento tipico delle donne che spettegolano e di interessano delle vicende personali di altrui persone.

About the Author: